La corrispondenza con Parronchi
Caro Parronchino...
Le lettere assumono un ruolo privilegiato nel carteggio tra Eugenio Montale e Parronchi: scritti che oscillano tra confidenza affettuosa — “Parronchino” è bonariamente appellato nei fogli montaliani — e interrogazione poetica, che fanno emergere un’intimità riflessiva tanto quanto una comune tensione verso il linguaggio. Questi scambi, conservati presso l’archivio senese, restituiscono non solo la forma privata del dialogo — saluti, commenti, sorprese quotidiane — ma anche il rigore di due voci che attraversano la modernità poetica italiana in un momento di grande trasformazione.
L’archivio dell’Università degli Studi di Siena rende fruibile questo patrimonio epistolare, offrendo alla comunità di ricerca e al pubblico l’occasione di “leggere” la relazione tra Montale e Parronchi come un vero e proprio laboratorio poetico.